C’era una volta una rivista chiamata Finestre di zucchero.
Le genitrici, Mariapaola Principale e Francesca Gentile, l’hanno partorita con l’idea di un punto di vista [l’individuo come finestra che osserva la realtà fuori dal sé] dal sapore un po’ dolciastro [lo zucchero come correlativo oggettivo della finzione – fiction -, perno centrale della narratività].
Per un anno Finestre di zucchero ha pubblicato due tipologie di contenuti scritti rigorosamente in prima persona: racconti e le storiviste [così battezzate da Mariapaola] che, altre non erano se non una crasi, non solo nel nome, tra i termini storia e intervista.
Finestre di zucchero è poi cambiata, è diventata altro, ha mutato la sua estetica ma non la sua natura e si è trasformata in biró [dove tutto ruota ancora, saldamente, intorno all’io, alla voce narrante, al punto di vista].
In questi anni non abbiamo smesso di pensare alle interviste romanzate con un po’ di nostalgia, decidendo infine di affidare con serialità la nostra primissima rubrica a collaboratori esterni.
Non resta dunque che augurare ai lettori di godere di queste interviste dal carattere leggero, scanzonato e che inseguono la fantasia [di nuovo l’io, la voce narrante, il punto di vista] di chi intervista senza cadere nel clichè, ormai logoro, del noioso domanda-risposta.
Buone letture.
Mariapaola Principale, Francesca Gentile