Editoriale ovvero Almanacco Kitsch di Marzo ‘24

Editoriale ovvero Almanacco Kitsch di Marzo ‘24

Ho acquistato un paio di leggins in pelle nera, super aderenti, che foderano le mie cosce grassotte e i miei polpacci da calciatore. Quando li ho provati in camerino insieme a un body nero, pure quello attillatissimo, ho cominciato a canticchiare You’re the one that I want di Grease. Però di Olivia Newton-John alla specchio non c’era proprio nulla [a partire dai capelli biondi ricci, gli occhi chiari e le gambe chilometriche], o forse c’era anche troppo [fianchi larghi e cellulite in trasparenza].

Ad ogni modo non ho desistito: li ho pagati e me li sono portati a casa.

Li indosso quando il mio livello di autostima è sotto le scarpe. 

Non dovrebbe essere il contrario?, potrebbe obiettare qualcuno. 

Sì, ma questo è il tempo della disciplina.

Senza indugiare in spiegazioni personali e futili o predicare banalità su quanto le imperfezioni [estetiche e non] siano importanti per migliorarci e migliorare il nostro approccio alla vita, vi suggerisco due cose.

La prima è leggere i racconti di Marta Cristofanini, Chiara Merli e Giulia Zoratti che pubblicheremo a marzo. 

La seconda è concederci il lusso di perseverare nella contemplazione dei nostri difetti senza necessariamente pretendere di dover intervenire per cambiare. Per diventare migliori.

Osservare è il primo passo per aprirsi al tempo della disciplina.

Francesca Gentile

editing di Silvia Rodinó